giovedì 16 ottobre 2014

Sentenza di Roma

E' arrivata anche la sentenza del tribunale di Roma. Come quello di Milano il magistrato non è entrato nel merito del contendere ma ha preferito rigettare il ricorso per un vizio di forma. 

Un vizio di forma!

E' indicativo questo comportamento: creare giurisprudenza per un magistrato è un atto coraggioso. Questo lo sapevamo bene. Ancor di più in un contesto come quello attuale dove il mancato allineamento espone a pesanti ritorsioni soprattutto se poi si chiamano a rapporto dei poteri forti.

Nessuno dei due magistrati ha nemmeno provato ad entrare nel merito ma anzi, leggendo la sentenza il magistrato di Roma ammette senza alcun dubbio che i “ricorrenti svolgono attività di caregiver, ovvero di prendersi tutti quotidianamente cura dei propri familiari ammalati cronici, gravemente invalidi e non autosufficienti” dimostrando, rispetto alla sentenza di Milano, che la documentazione presentata eliminava ogni dubbio sull'effettivo ruolo svolto dal familiare caregiver.

Andiamo avanti, raffinando gli strumenti!

Al prossimo passo che faremo non potranno più appellarsi ad un vizio di forma e saranno costretti ad entrare nel merito per stabilire se il nostro LAVORO ha diritto ad avere le stesse tutele  previste per ogni tipo di attività lavorativa, anche se fatta con finalità atipiche di natura volontaristica, educativa e riabilitativa.

Nel frattempo la nostra petizione arriverà sui tavoli della Comunità Europea..

Questa è la sentenza di Roma:










2 commenti:

  1. non tutto è perduto, dovranno riformulare il ricorso con adeguata integrazione, no?

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